C’è chi viaggia per dimenticare e chi per ritrovare dei ricordi, finiti, di qualcosa che è stato, che si vorrebbe vivere di nuovo, con le stesse emozioni. Viaggiare per scoprire luoghi meravigliosi. O semplicemente per curiosità. Per riposarsi, o per lavorare… L’elenco è infinito. Ma il viaggiare è una cosa bellissima. Solo la parola fa venire voglia di andare via, lasciando tutto il resto qui, solo per scoprire il mondo che ci circonda. Unico e speciale
Non riesco a dimenticare.
A distanza di tutti questi mesi, Lost riesce ancora oggi ad emozionarmi.
Ogni qualvolta riapro questo video mi tornano alla mente gli anni passati davanti a questa serie televisiva ed i ricordi legati ad essa.
Ricordi a volte anche dolorosi e tristi, come quelli di un amico perso per stupide litigate.
E mi soffermo a pensare a cosa stia facendo adesso e il perchè il mio fottuto orgoglio non mi permetta di prendere il telefono e chiamare.
La vita è breve e dalla morte di Papà ho preso la decisione di viverla nel miglior modo possibile. La famiglia e gli amici sono dei doni importanti.
Forse domani mi deciderò a riprendere contatti, forse dopodomani. Non so quando di preciso ma lo farò e spero tanto che il destino mi aiuti in questo.
Chissà se poi un giorno ci ritroveremo tutti in un limbo come nel finale di Lost per aiutarci a ricordare il periodo più bello della nostra vita.
E si. Lost è un fottuto capolavoro.
Chissà perchè stanotte l’ ho sognato mentre compravamo del pesce in un paesino calabrese.
Non riesco veramente a capire il meccanismo dei sogni, davvero. Mi volete forse dire che il mio subconscio è così strano da farmi sognare mio padre in una situazione un pò anomala ? Certo, l’importante è averlo sognato, aver avuto la sensazione di vicinanza e presenza, quella che purtroppo manca nelle nostre vite da quando se n’è andato.
Questa mattina, mentre venivo in motorino in ufficio, mi è tornato alla mente il gruppo su facebook dei famigliari di malati con glioblastoma. Ho paura ad entrarci di nuovo. Ho paura di leggere che qualcuno di loro se n’è andato come il mio papà. E mi domando perchè tutto questo… Perchè il mondo pensa solo a guerre e distruzione e non seriamente e realmente a trovare una cura per queste malattie. Si perchè purtroppo non esisterà mai la cura per il cancro generica, ma una per ogni tipologia. Continuiamo a sognare….
18 Maggio di quest’anno, un giorno che non potrò mai dimenticare.
Un cardiologo del Musashino Red Cross Hospital ha formulato la seguente diagnosi:
“Si tratta di cancro al pancreas all’ultimo stadio, che si è già esteso con diverse metastasi ossee.
Le rimangono al massimo sei mesi di vita”.
Io e mia moglie lo ascoltammo assieme. Era una sorte così grave e inaspettata che entrambi riuscivamo appena a sostenerla.
Ero abituato a pensare, in tutta onestà, che “non posso farci nulla se muoio da un giorno all’altro”. Ciononostante, è accaduto tutto così improvviso.
Di sicuro, c’erano stati dei segnali. Due o tre mesi prima avevo avuto forti dolori in diversi punti della schiena e all’inguine; avevo perso forza nella gamba destra e mi riusciva difficile camminare, per questo andavo da un agupunturista e da un chiropratico, senza che però mi sentissi meglio. E quindi dopo essermi sottoposto a una risonanza magnetica, a un PET-CT e ad altri strumenti di precisione, giunse l’improvviso annuncio del poco tempo che mi rimaneva.
Era come se la morte mi fosse giunta alle spalle prima ancora che potessi rendermene conto, e non c’era assolutamente niente che io potessi fare per cambiare le cose.
Dopo la diagnosi di cancro io e mia moglie valutammo ogni tentativo possibile di estendere la mia vita. Era letteralmente una questione di vita o di morte. Ricevemmo il supporto di amici fedeli e di forti alleati. Declinai ogni cura contro il cancro, e cercai di vivere con una visione del mondo leggermente diversa dalla norma. Il fatto che rifiutassi ciò che in genere ci si “attendeva come normale” mi sembrò qualcosa in armonia con i miei modi fare consueti.
Non ho mai veramente pensato di appartenere alla maggioranza, ed era lo stesso anche per le cure mediche, come per qualsiasi altra cosa. “Perché non cercare di continuare a vivere secondo i miei propositi, invece!”. Tuttavia, proprio come quando cerco di creare un nuovo progetto di un film, la forza di volontà di una persona soltanto non era quello che ci voleva.
La malattia avanzava incessantemente, giorno dopo giorno.
Ed eccoti li, bello come non mai.
Eri morto ma eri vivo.
Eri avvolto da una stupenda luce.
Finalmente sei venuto a trovarmi in sogno. Ce ne hai messo di tempo Papà !
Le tue parole mi hanno rasserenato l’animo così come il vederti cosi bene, nel pieno della tua forma, grintoso e bellissimo. Mi dicevi “Io adesso sto bene” seduto sul nostro balcone, con la camicia rosa che tanto amavi ed i pantaloni bianchi.
L’altra sera ripensavo a quei 29 giugno passati insieme alla festa di San Paolo. Dopo una passeggiata tra le bancarelle, verso le 22 e 30 ci saremmo avvicinati al ponte per assistere insieme ai fuochi. Ricordo quando mi prendevi a cavacioni o quando mi stringevi forte la mano perchè avevo paura del rumore assordante… Al sol pensiero che lo scorso anno eri li con le tue gambe su quel ponte ! Ed ora l’unico modo di vederti è in sogno… Mi piace immaginare che quella dei sogni sia un’altra realtà. Che quando ci addormentiamo la nostra anima arrivi in un mondo parallelo dove tutto è diverso, e che, anche adesso mentre sto scrivendo, potrei essere il sogno di me stesso. Se cosi fosse, non vedo l’ora di riaddormentarmi e di rivederti Papà.
L’altra notte mentre uscivo fuori dalla discoteca,mi è passata a quattro metri la mia vita
Camminava col bicchiere e un vestito nero.mi ha guardato,ma non mi ha cagato
La conosco bene,è in collera con me,mi rimprovera le cose che non ho potuto fare
Mi rimprova parole che non ho potuto dire,che mi avrebbero cambiato in meglio insieme a lei
Ho rivisto il corpo morto di mio padre con i baffi neri diventati bianchi in un’ora o poco piu’
Ho rivisto quell’estati infinite con il mio amico Gigi,con il sole che ci amava e ci baciava i piedi scalzi
Ho rivisto mio fratello e le sue mani buone,quelle mani adulte che solo io non avrò mai
Ho rivisto quelle città che non mi sono appartenute,i miei anni come ombrelloni chiusi in piena estate
I cavalli,le farfalle e le mie fate diventato un giorno cani a quattro teste
porte chiuse a chiave e finestre galleggiare in un mare di fotografie
E’ la mia vita la scorciatoia per entrare in te e in me
Che difendo con le unghie e poi la perdo
Come un anello ai piedi non è ieri è oggi
Alessandro Magno, in punto di morte, convocò i suoi fidati generali, per dettare loro le sue ultime volontà.
Ho tre precisi desideri da esprimervi, disse:
1) che la mia bara sia trasportata a spalle, da nessun altro se non dai medici che non hanno saputo guarirmi;
2) che i tesori, gli ori e le pietre preziose conquistate ai nemici vengano sparse e disseminate a vantaggio del popolo, lungo la strada che porta alla mia tomba;
3) che le mie mani siano lasciate penzolare fuori della bara, alla chiara vista di tutti.
Uno dei generali, scioccato da queste strane ed inaudite ultime volontà del grande condottiero, chiese ad Alessandro:
Sire, qual è mai il motivo di tutto questo?
L’imperatore, con la voce ormai bassa e tremula, gli rispose:
1) voglio solo i medici a portarmi all’ultima mia dimora, per dimostrare a tutti che non hanno alcun potere di fronte alla malattia e alla morte;
2) voglio il suolo pubblico ricoperto dai miei tesori, perché la gente umile ne tragga qualche vantaggio, ma soprattutto per ricordare a tutti che i beni materiali, qui conquistati, qui restano;
3) voglio le mie mani penzolanti al vento, perché la gente capisca che a mani vuote veniamo e a mani vuote andiamo via.
Questo episodio ci ricorda e ci insegna che il regalo più prezioso che abbiamo nella nostra vita è il tempo.
Possiamo conquistare, possiamo costruire case e palazzi, possiamo dipingere più quadri e scrivere più romanzi, possiamo accumulare più ricchezze, ma non possiamo produrre più tempo.
E’ per questo che, quando dedichiamo quel po’ di tempo che abbiamo e quel po’ che ci rimane a un animale, a un’idea, a una persona che amiamo, alla gente che comprendiamo e rispettiamo… facciamo una grande opera.
Il miglior regalo che possiamo fare a qualcuno è, dunque, quello di dedicargli il nostro tempo.